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Fin dai suoi esordi, il Commercio Equo e Solidale si è posto come obiettivo non solo lo sviluppo di un modello di produzione e scambio di merci più equo tra Nord e Sud del mondo, ma anche la promozione di un sistema sostenibile dal punto di vista ambientale. Tuttavia, la priorità del movimento si è sempre indirizzata verso il raggiungimento di benefici economici e sociali per i produttori del Sud del mondo, sottodimensionando l'analisi sui benefici che una corretta gestione ambientale comporta anche in ambito sociale e sanitario.
Obiettivo di questo studio è stimolare nei diversi attori coinvolti una riflessione sulla dimensione ambientale del Commercio Equo e Solidale, così come un approfondimento da parte delle istituzioni impegnate a fornire nuovi strumenti di crescita del movimento e tutela dei consumatori.
Nella prima parte, l'attenzione è concentrata sull'Italia: principi, criteri operativi e prodotti rappresentativi dell'anima verde del Commercio Equo e Solidale.
Nella seconda parte, due casi studio contribuiscono a comprendere quale sia l'approccio di un'organizzazione di produttori del Sud del mondo nella gestione delle risorse naturali: il primo prende in esame la fondazione MCCH, organizzazione produttrice di cacao dell'Ecuador, il secondo l'Associazione Fiavotana, coordinamento di artigiani del Madagascar.
Questa ricerca è uno dei risultati dell'omonimo progetto, co-finanziato dalla Commissione Europea e coordinato da Uusi Tuuli, organizzazione finlandese di Commercio Equo e Solidale.
La ricerca non è disponibile, ma solo consultabile nelle nostre Botteghe, o scaricabile cliccando qui
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| Autori: Eleonora Dal Zotto (progettazione e elaborazione della ricerca, caso studio in Ecuador), Chiara Spadaro (caso studio in Madagascar) |
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| Hanno collaborato: Claudia Piacenza e Gaga Pignatelli (revisione generale) |
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