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Preambolo
La Carta Italiana dei Criteri del Commercio
Equo e Solidale è il documento
che definisce i valori e i princìpi
condivisi da tutte le organizzazioni
di Commercio Equo e Solidale italiane.
La Carta viene approvata nel 1999, ed
è l’inizio di un percorso
di confronto a livello nazionale tra
le organizzazioni di Commercio Equo
e Solidale che negli anni si è
andato sviluppando e approfondendo,
fino a cogliere limiti e contraddizioni,
frutti di un percorso molto partecipato,
ma anche articolato, a volte contraddittorio.
Da questo lungo confronto è emersa
forte l’esigenza di una rivisitazione
della Carta per adeguarla alla realtà
di un Commercio Equo e Solidale che
guarda al futuro, che costruisce nuove
esperienze, per rispondere sia alle
esigenze dei produttori ma anche a quelle
dei consumatori consapevoli. La nuova
stesura della Carta, approvata nell’Assemblea
dei Soci AGICES di Chioggia (aprile
2005), si colloca in stretta continuità
con la precedente, riconosce il valore
di un documento frutto di un lavoro
ampio e partecipato. Essa ne preserva
i princìpi, introducendo modifiche
che non ne mutano lo spirito e i valori
fondanti.
Il concetto di “filiera equa”
è uno dei cardini che la Carta
preserva e sui quali poggia. La prima
Carta Italiana dei Criteri lo declinava
riconoscendo due tipologie di organizzazioni
di Commercio Equo e Solidale: le Botteghe
del Mondo e gli Importatori. La volontà
di fotografare la naturale dinamicità
del movimento, evitando definizioni
ambigue senza escludere a priori la
possibilità che il Commercio
Equo e Solidale possa trovare in futuro
altre forme di espressione, ha portato
alla decisione di fare un passo avanti.
Protagoniste del movimento, secondo
la nuova Carta Italiana dei Criteri,
sono oggi le “organizzazioni di
Commercio Equo e Solidale”.

Un'organizzazione di Commercio Equo
e Solidale viene riconosciuta come tale
in base al tipo di attività concreta
che svolge, e non più per l’appartenenza
nominale ad una tipologia di struttura.
Nessun criterio fondante per la tutela
del valore della “filiera equa”
è stato dunque rivisto e nessun
principio condiviso dal movimento è
stato privato del suo senso originario,
tantomeno la centralità delle
Botteghe del Mondo. Il Commercio Equo
e Solidale si è infatti sviluppato
in modo orizzontale e capillare grazie
alla rete delle Botteghe del Mondo.
Il radicamento delle Botteghe del Mondo
sul territorio, e le loro potenzialità
di incidenza politica e culturale sono
un patrimonio che il movimento, fin
dal principio, valorizza come proprio
e peculiare e si impegna ad accrescere.
La Bottega del Mondo, come spazio in
cui esercitare il proprio diritto ad
essere cittadini, come strumento di
aggregazione, di incontro, scambio e
coscientizzazione immerso nel tessuto
urbano, come luogo fisico di contatto
tra Nord e Sud del mondo, ha l'importanza
e la responsabilità di essere
uno spazio pubblico nel senso più
ampio del termine. Nelle Botteghe del
Mondo è possibile orientare azioni
concrete e coraggiose per fini comuni,
sviluppare linguaggi e pensieri nuovi,
per comunicare e per dimostrare che
i valori dominanti non sempre sono universalmente
condivisi. Nella Bottega del Mondo,
laboratorio di pace e di autosviluppo,
di sobrietà dei consumi e di
condivisione, si impara ad essere cittadini
del mondo, democratici e solidali, e
a contribuire al cambiamento concreto
delle relazioni favorendo il lavoro
“in rete”. La presenza della
Bottega del Mondo a livello locale assicura
questa possibilità di partecipazione
globale, svolgendo un ruolo insostituibile
di trasmissione e di evoluzione dello
spirito, dei princìpi e delle
regole del Commercio Equo e Solidale
che la Carta Italiana dei Criteri, negli
articoli seguenti, definisce e custodisce. |
ARTICOLO 1 -
Definizione di Commercio Equo e Solidale
Il Commercio Equo e Solidale è
un approccio alternativo al commercio
convenzionale; esso promuove giustizia
sociale ed economica, sviluppo sostenibile,
rispetto per le persone e per l’ambiente,
attraverso il commercio, la crescita
della consapevolezza dei consumatori,
l’educazione, l’informazione
e l’azione politica. Il Commercio
Equo e Solidale è una relazione
paritaria fra tutti i soggetti coinvolti
nella catena di commercializzazione:
dai produttori ai consumatori. |
ARTICOLO 2 -
Obietitvi del Commercio Equo e Solidale
1. Migliorare le condizioni di vita dei
produttori aumentandone l'accesso al
mercato, rafforzando le organizzazioni
di produttori, pagando un prezzo migliore
ed assicurando continuità nelle
relazioni commerciali.
2. Promuovere
opportunità di sviluppo per
produttori svantaggiati, specialmente
gruppi di donne e popolazioni indigene
e proteggere i bambini dallo sfruttamento
nel processo produttivo.
3. Divulgare informazioni sui meccanismi
economici di sfruttamento, tramite
la vendita di prodotti, favorendo
e stimolando nei consumatori la crescita
di un atteggiamento alternativo al
modello economico dominante e la ricerca
di nuovi modelli di sviluppo.
4. Organizzare rapporti commerciali
e di lavoro senza fini di lucro e
nel rispetto della dignità
umana, aumentando la consapevolezza
dei consumatori sugli effetti negativi
che il commercio internazionale ha
sui produttori, in maniera tale che
possano esercitare il proprio potere
di acquisto in maniera positiva.
5. Proteggere i diritti umani promuovendo
giustizia sociale, sostenibilità
ambientale, sicurezza economica.
6. Favorire la creazione di opportunità
di lavoro a condizioni giuste tanto
nei Paesi economicamente svantaggiati
come in quelli economicamente sviluppati.
7. Favorire l'incontro fra consumatori
critici e produttori dei Paesi economicamente
meno sviluppati.
8. Sostenere l'autosviluppo economico
e sociale.
9. Stimolare le istituzioni nazionali
ed internazionali a compiere scelte
economiche e commerciali a difesa
dei piccoli produttori, della stabilità
economica e della tutela ambientale,
effettuando campagne di informazione
e pressione affinché cambino
le regole e la pratica del commercio
internazionale convenzionale.
10. Promuovere un uso equo e sostenibile
delle risorse ambientali. |
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ARTICOLO 3 -
Criteri generali adottati dalle organizzazioni
di Commercio Equo e Solidale
Le organizzazioni di Commercio Equo
e Solidale si impegnano a condividere
ed attuare, nel proprio statuto o nella
mission, nel materiale informativo prodotto
e nelle azioni, la definizione e gli
obiettivi del Commercio Equo e Solidale.
In particolare si impegnano a:
1. Garantire condizioni di lavoro
che rispettino i diritti dei lavoratori
sanciti dalle convenzioni OIL.
2. Non ricorrere al lavoro infantile
e a non sfruttare il lavoro minorile,
agendo nel rispetto della Convenzione
Internazionale sui diritti dell'Infanzia.
3. Pagare un prezzo equo che garantisca
a tutte le organizzazioni coinvolte
nella catena di commercializzazione
un giusto guadagno; il prezzo equo
per il produttore è il prezzo
concordato con il produttore stesso
sulla base del costo delle materie
prime, del costo del lavoro locale,
della retribuzione dignitosa e regolare
per ogni singolo produttore.
4. Garantire ai lavoratori una giusta
retribuzione per il lavoro svolto
assicurando pari opportunità
lavorative e salariali senza distinzioni
di sesso, età, condizione sociale,
religione, convinzioni politiche.
5. Rispettare l'ambiente e promuovere
uno sviluppo sostenibile in tutte
le fasi di produzione e commercializzazione,
privilegiando e promuovendo produzioni
biologiche, l'uso di materiali riciclabili,
e processi produttivi e distributivi
a basso impatto ambientale.
6. Adottare strutture organizzative
democratiche e trasparenti in tutti
gli aspetti dell'attività ed
in cui sia garantita una partecipazione
collettiva al processo decisionale.
7. Coinvolgere produttori di base,
volontari e lavoratori nelle decisioni
che li riguardano.
8. Reinvestire gli utili nell'attività
produttiva e/o a beneficio sociale
dei lavoratori (p.e. fondi sociali).
9. Garantire un flusso di informazioni
multidirezionale che consenta di conoscere
le modalità di lavoro, le strategie
politiche e commerciali ed il contesto
socio-economico di ogni organizzazione.
10. Promuovere azioni informative,
educative e politiche sul Commercio
Equo e Solidale, sui rapporti fra
i Paesi svantaggiati da un punto di
vista economico e i Paesi economicamente
sviluppati e sulle tematiche collegate.
11. Garantire rapporti commerciali
diretti e continuativi, evitando forme
di intermediazione speculativa, escludendo
costrizioni e/o imposizioni reciproche
e consentendo una migliore conoscenza
reciproca.
12. Privilegiare progetti che promuovono
il miglioramento della condizione
delle categorie più deboli.
13. Valorizzare e privilegiare i
prodotti artigianali espressioni delle
basi culturali, sociali e religiose
locali perché portatori di
informazioni e base per uno scambio
culturale.
14. Cooperare, riconoscendosi reciprocamente,
ad azioni comuni e a favorire momenti
di scambio e di condivisione, privilegiando
le finalità comuni rispetto
agli interessi particolari. Per evitare
azioni che indeboliscano il Commercio
Equo e Solidale si impegnano, inoltre,
in caso di controversie, a fare un
percorso di confronto e di dialogo,
eventualmente con l'aiuto di un facilitatore.
15. Garantire relazioni commerciali
libere e trasparenti, promuovendo
processi di sviluppo e coordinandosi
nello spirito dell'art. 3.14.
16. Garantire trasparenza nella gestione
economica con particolare attenzione
alle retribuzioni. |
ARTICOLO 4 -
Produttori ed Esportatori
4.1 Produttori
I Produttori
sono organizzazioni di produzione
e commercializzazione di artigianato
ed alimentari che condividono gli
obiettivi del Commercio Equo e Solidale
e rispettano i criteri elencati nel
Capitolo 3 di questa Carta.
I Produttori devono:
1. Perseguire logiche di autosviluppo
e di autonomia delle popolazioni locali.
2. Evitare una dipendenza economica
verso l'esportazione, a scapito della
produzione per il mercato locale.
3. Evitare di esportare prodotti alimentari
e materie prime scarseggianti o di
manufatti con queste ottenuti.
4. Favorire l'uso di materie prime
locali.
5. Garantire la qualità del
prodotto
Qualora i produttori non siano in
grado di esportare direttamente possono
servirsi di organizzazioni di esportazione.
4.2 Esportatori
Gli Esportatori sono organizzazioni
che acquistano principalmente dai
produttori come specificati all'art.4.1,
e vendono prevalentemente a organizzazioni
di Commercio Equo e Solidale; essi
condividono gli obiettivi del Commercio
Equo e Solidale e rispettano i criteri
elencati nel Capitolo 3 di questa
Carta.
Gli esportatori devono:
1. Assicurarsi che i princìpi
del Commercio Equo e Solidale siano
conosciuti dai produttori e lavorare
con questi per applicarli.
2. Fornire supporto alle organizzazioni
di produzione: formazione, consulenza,
ricerche di mercato, sviluppo dei
prodotti, feedback sui prodotti e
sul mercato.
3. Dare ai produttori, se da questi
richiesto, il pre-finanziamento della
merce o altre forme di credito equo
o microcredito.
4. Fornire informazioni sui prodotti
e sui produttori e sui prezzi pagati
ai produttori.
5. Garantire rapporti di continuità
con i produttori. |
ARTICOLO 5 -
Organizzazioni italiane di Commercio
Equo e Solidale
Le Organizzazioni italiane di Commercio
Equo e Solidale commercializzano prevalentemente
prodotti del Commercio Equo e Solidale
di organizzazioni di produzione e/o
di esportazione e/o di altre organizzazioni
di Commercio Equo e Solidale.
Il
ricorso a fornitori esterni al circuito
del Commercio Equo e Solidale deve
essere funzionale agli scopi sociali,
e agli obiettivi del Commercio Equo
e Solidale stesso.
Le organizzazioni italiane condividono
gli obiettivi del Commercio Equo e
Solidale, rispettano i criteri elencati
nel Capitolo 3 di questa Carta.
Le Organizzazioni italiane devono:
1. Promuovere iniziative di economia
solidale al meglio delle proprie possibilità.
2. Sostenere le campagne di sensibilizzazione
e pressione, condotte a livello nazionale
ed internazionale, volte a realizzare
gli obiettivi del Commercio Equo e
Solidale
3. Essere senza fini di lucro.
4. Inserire, appena possibile, personale
stipendiato all'interno della struttura,
garantendo un'adeguata formazione.
5. Valorizzare e formare i volontari
e garantire loro la partecipazione
ai processi decisionali.
6. Rendere disponibile alle organizzazioni
di Commercio Equo e Solidale, impegnandosi
alla trasparenza, l'accesso alle informazioni
riguardanti le proprie attività
(commerciali e culturali).
7. Avviare e mantenere contatti diretti
con esperienze marginali di autosviluppo,
sia in loco che nei Paesi economicamente
svantaggiati al fine di stabilire
una sorta di gemellaggio equosolidale,
con ogni mezzo idoneo a permettere
la conoscenza di luoghi, persone,
modalità di vita e di produzione
che possano associarsi ai concetti
con cui si definisce il Commercio
Equo e Solidale.
Nell'attività di acquisto
e di importazione le Organizzazioni
italiane di Commercio Equo e Solidale
devono:
8. Offrire ai produttori, se da essi
richiesto, il pre-finanziamento della
merce, e favorire altre forme di credito
equo o microcredito, qualora non esistano
in loco possibilità di accesso
a crediti.
9. Promuovere, anche attraverso la
collaborazione reciproca, rapporti
di continuità, per mantenere
un clima di autentico scambio, per
favorire una maggiore stabilità
per gli sbocchi di mercato dei produttori,
e per permettere un effettivo miglioramento
delle condizioni di vita sul breve/medio/lungo
periodo.
10. Fornire supporto alle organizzazioni
di produzione ed esportazione: formazione,
consulenze, ricerche di mercato, sviluppo
di prodotti, feedback sui prodotti
e sul mercato.
11. Assicurarsi che i principi del
Commercio Equo e Solidale siano conosciuti
e condivisi dai produttori e lavorare
con questi per applicarli.
12. Favorire, laddove sussistano le
condizioni, la lavorazione dei prodotti
presso le organizzazioni di produttori
e/o privilegiare l'acquisto o l'importazione
di prodotti la cui lavorazione avviene
anche parzialmente nei paesi di origine
dei produttori.
13. Dare possibilità alle altre
organizzazioni di Commercio Equo e
Solidale di fare viaggi di conoscenza
presso i produttori (e viceversa),
rispettando i criteri del Turismo
responsabile espressi nel documento
"Turismo responsabile: Carta
d'identità per viaggi sostenibili".
14. Privilegiare i fornitori esterni
al circuito del Commercio Equo e Solidale
fra quelli organizzati in strutture
no-profit, con finalità sociali
e con gestione trasparente e democratica
e che abbiano prodotti eco-compatibili
e culturali. Non intraprendere relazioni
commerciali con aziende che, con certezza,
violino i diritti umani e dei lavoratori.
Nell'attività di vendita le
Organizzazioni italiane di Commercio
Equo e Solidale devono:
15. Fornire ai consumatori tutto il
materiale informativo disponibile,
comprese le schede del prezzo trasparente.
16. Mantenersi costantemente informate
sui prodotti che vengono venduti,
verificando che vengano rispettati
i criteri del Commercio Equo e Solidale.
17. Garantire ai consumatori sia in
caso di distribuzione diretta che
di distribuzione attraverso soggetti
esterni, informazioni relative al
Commercio Equo e Solidale, ai gruppi
produttori che hanno realizzato il
prodotto o fornito le materie prime,
alla rete delle organizzazioni di
Commercio Equo e Solidale ed uno schema
di prezzo trasparente, che fornisca
almeno le seguenti informazioni: prezzo
FOB pagato al fornitore, costo di
gestione, importazione e trasporto,
margine per la vendita. Tali informazioni
possono essere indicate in percentuale
od in valore assoluto, per singolo
prodotto o per categoria di prodotti,
o per paese di provenienza, o per
gruppo di produttori.
In caso di vendita all'ingrosso:
18. Vendere prevalentemente alle organizzazioni
di Commercio Equo e Solidale, ai canali
di economia solidale, e/o di solidarietà
sociale, gruppi di autoconsumo e/o
gruppi informali di solidarietà.
19. Fornire alle organizzazioni di
Commercio Equo e Solidale informazioni
sui prodotti e sui produttori attraverso
schede informative che contengano
il prezzo trasparente dei prodotti
ed essere disponibili a fornire la
documentazione di supporto. |
ARTICOLO 6 -
Prodotti trasformati
I prodotti trasformati
sono tutti quei prodotti non riconducibili
ad un'unica materia prima: biscotti,
cioccolata, dolciumi, ecc.
1. I prodotti trasformati possono
essere definiti in etichetta “prodotti
di Commercio Equo e Solidale”
solo se almeno il 50% del costo franco
trasformatore delle materie prime
o il 50% del peso delle materie prime
è di Commercio Equo e Solidale.
2. L'elaborazione dei prodotti trasformati,
laddove ne esistano le condizioni,
dovrebbe avvenire nei Paesi d'origine.
3. La trasformazione deve essere effettuata
da soggetti dell'economia solidale
o comunque da cooperative o imprese
che non siano in contrasto con i principi
del Commercio Equo e Solidale.
4. I prodotti trasformati devono riportare
in etichetta la dicitura:
"Totale ingredienti del Commercio
Equo e Solidale: %".
5. Nei prodotti trasformati, la scelta
degli altri ingredienti rispetto a
quelli del Commercio Equo e Solidale
deve ispirarsi ai criteri esposti
all'art.3.5 di questa Carta. |
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